Bilancio - Cosa è emerso dall'assemblea pubblica?

"E stato fatto ostruzionismo dalla parte politica sulle richieste di accesso agli atti"

"Officina scrisse anche alla Prefettura"


Teatro Giotto durante l'assemblea pubblica

Nel pomeriggio di sabato 22 febbraio in un Teatro Giotto tutto esaurito, si è tenuta l'assemblea pubblica sulla situazione delle casse comunali. 

Prima di approfondire possiamo sintetizzare i principali punti emersi:

  • Le casse comunali sono in forte squilibrio finanziario e soffrono di un debito pregresso. Il quadro è serio e deriva da lontano, i bilanci e tutta la documentazione è stata sottoposta alla sezione regionale della Corte dei Conti che analizzerà a fondo la situazione
  • Le  principali cause  sono il debito verso l’Unione dei Comuni per la questione Polizia Municipale (parte del quale addirittura neanche conteggiato in bilancio) e le “sovrastime” delle entrate  messe a bilancio che effettivamente non potranno mai essere riscosse dal Comune di Vicchio
  • Le norme per ripianare debiti e squilibri in questi casi prevedono l’avvio della procedura di pre dissesto finanziario che permetterebbe Comune di rientrare in una situazione più equilibrata senza compromettere eccessivamente (nel caso di Vicchio) la normale amministrazione del paese.
  • La procedura di predissesto prevede obblighi, limitazioni ed alcuni vincoli da rispettare da parte dell’ente coinvolto, ma nel Comune di Vicchio non tutte impatteranno in maniera significativa. Si stima che il “piano di rientro” sarà spalmato dai 15 ai 20 anni. 
  • Con questo si eviterebbe il dissesto (ancora più restrittivo e penalizzante) e soprattutto il commissariamento.

Purtroppo il quadro completo dell’ammontare del debito non è ancora chiaro, in quanto la Corte dei Conti deve ancora analizzare e approfonditamente i bilanci 2021 - 2022- 2023 e 2024 (che per inciso deve essere ancora approvato). 

Le cifre in questione

Durante la serata è stata proiettata una presentazione per aiutare i presenti a districarsi nei numeri e nelle varie pieghe del bilancio, che ricordiamo non è di facile comprensione per i non addetti ai lavori. 

Il debito totale, come chiesto da una domanda dal pubblico verso la fine, è come dicevamo di difficile individuazione. Questi sono però i numeri che in questo momento sono noti:

  1. Debito pregresso emerso = 1.681.624,01 € + eventuale disavanzo rilievi Corte dei conti annualità 21-22-23 + eventuale disavanzo gestione 2024
  2. Squilibrio su parte corrente = - 1.300.000 € emerso dopo aver riportato al reale le cifre inserite nella parte corrente nel precedente bilancio, che erano sovrastimate nelle entrate e sottostimate nelle uscite. 

 


Una delle "slides" presentate durante l'assemblea

 

Per risanare il debito pregresso ci saranno dei sacrifici da affrontare con un piano che andrà sul periodo di 15/20 anni ma, come spiegato durante l’assemblea, il reale impatto verso i cittadini potrebbe essere mitigato dalle condizioni particolari del nostro Comune:

  • Le tariffe delle tasse che il predissesto obbliga ad alzare sono già quasi tutte al massimo tranne alcune categorie. Gli aumenti si verificheranno principalmente sull’IMU della case in affitto (ad esclusione di quella già tutelate) le quali subiranno per esempio un aumento di 50Eur l’anno (è stato preso come esempio una casa media di 80mtq). Solo questo garantirà all’ente di recuperare circa 70,000Eur all’anno. Altri piccoli aumenti saranno spalmati su altre categorie che però incideranno minimamante nelle tasche del cittadino. Inoltre è stato scelto, di non alzare le tariffe per le categorie C che operano nel settore del commercio.
  • Il pre dissesto chiede anche di ridurre al minimo il numero di personale comunale, ma anche qui il provvedimento non sarà applicato perché il Comune è già al minimo come personale assunto.
  • Il prezzo del debito quindi sarà pagato principalmente dall’alienazione dei beni comunali non essenziali ai fini istituzionali. Qui sarà valutato di volta in volta la convenienza dell’alienazione, in base al prezzo, al mercato e alle indicazioni della Corte dei Conti. Presumibilmente questo sarà il sacrificio più grande che dovrà affrontare il Comune, portando inevitabilmente a vendere beni comunali non necessari.

Per lo squilibrio sulla parte corrente invece saranno approntate misure di ottimizzazione dei costi. Una revisione totale di tutte le spese comunali:

  • Abbattimento dei costi nella realizzazione di eventi e feste come per esempio è stato già fatto in questi mesi di amministrazione ( come esempio viene riportato le spese della realizzazione della Fiera Calda che sono state tagliate di circa il 70%) Per mitigare i disagi saranno incentivati la ricerca di bandi appositi e sponsorizzazioni private.
  • Razionalizzazione delle utenze con ricerca di contratti univoci a dispetto dell’attuale frammentazione di fornitori che aumentano i costi.
  • Ricerca di bandi e finanziamenti provenienti da altri enti per progetti di efficientamento che porteranno vantaggi anche nel lungo periodo 

Un aspetto fondamentale positiva per Il Comune di Vicchio è che comunque avrà la possibilità di investire contraendo mutui nonostante la procedura di predissesto, a patto che questi siano indirizzati  per finanziare investimenti connessi all’efficientamento della macchina amministrativa.  

Capitolo debito con l’Unione Dei Comuni: 



La questione relativa a questo debito, molto dibattuta anche in campagna elettorale, vede alla base un ragionamento di equità sulle quote che il Comune deve o dovrebbe pagare per la gestione della Polizia Municipale. Da quanto è emerso tutti concordano che le quote attribuite al Comune di Vicchio sembrano essere spropositate rispetto a quelle del Comune di Dicomano (che fa parte dello stesso distretto dal 2018) e che ha usufruito di mezzi uomini e attrezzature acquistate dall’ente vicchiese. Il debito generato però sembra che non sia stato iscritto nel bilancio a fronte di tariffe concordate in Unione dei Comune deliberate ed approvate anche dal precedente Sindaco Carlà. Infatti non risultano nel bilancio le cifre reputate dalla passata amministrazione come “non dovute” (ma ricordiamo approvate dalla stessa in sede collegiale in unione) creando così di fatto un buco difficilmente giustificabile. Tagliaferri, dopo la domanda dal pubblico della ex responsabile del servizio deputata a stilare il bilancio, ha puntualizzato: “Se Vicchio deve 100, a bilancio mette 100. Se il Comune di Vicchio pensa di dover dare 50, a bilancio mette 100 e poi dopo nelle sedi opportune discute con i colleghi amministratori e dice ‘Cari signori, io penso di dover dar 50!’. “ Allo stesso tempo, ha aggiunto Tagliaferri, non si capisce come l’ex Sindaco Carlà abbia votato per ben tre volte il regolamento di queste tariffe per poi ritrattarle nel bilancio e paventare ricorsi e contenziosi.

Dov’era Tagliaferri nei precedenti 5 anni, cos’ha fatto? 

Per stessa ammissione del Sindaco è stata una delle domande più ricorrenti negli ultimi tempi. Nei primi quattro anni ha votato dei bilanci che gli venivano presentati, si è fidato degli amministratori come è giusto che sia. Le informazioni erano quelle, e il revisore dei conti certificava questi bilanci e quindi anche i consiglieri si affidavano alll’organo che doveva controllare dal punto di vista legislativo la loro correttezza. “Quando abbiamo iniziato a capire che c’era qualcosa che non tornava, noi non abbiamo detto: facciamo finta di nulla." - spiega Tagliaferri - " Noi abbiamo detto: no! In questa situazione strutturata che non può andare avanti, noi non ci stiamo. Il motivo per cui siamo arrivati ad una rottura durante la precedente amministrazione, prevalentemente, è questo. Quando non ho votato gli ultimi due bilanci, è perché emergevano criticità di questo tipo. E vi posso assicurare che una volta emerse non è stato assolutamente facile fare chiarezza su quelli che erano gli evidenti problemi del nostro comune. Questo lo potrebbero testimoniare molto di più gli allora capogruppo Cioni del M5S e Salsetta di Officina 19. Sono state fatte richieste di accesso agli atti. Ma abbiamo ricevuto ostruzionismo dalla parte politica per non avere tutti i dati di cui ogni consigliere avrebbe diritto per approfondire una situazione di questo tipo. Io mi sono ritrovato prima di votare contro al rendiconto di aprile a fare io stesso da capogruppo di maggioranza una richiesta di accesso agli atti; e non è andata a buon fine. Il capogruppo di Officina ha scritto anche alla Prefettura questa situazione.[…] Per noi non è stato possibile approfondire. Ed è uno dei motivi per cui ci siamo ritrovati dopo otto mesi ad aver preso pieno possesso di tutte le carte”

 

Adesso sarà il Consiglio Comunale che dovrà certificare ed approvare la procedura di predissesto. Prima però dovrà essere redatto e approvato il bilancio 2024 che ha subito un ritardo proprio a causa delle problematiche esposte. Già nel prossimo Consiglio Comunale del 27 febbraio è prevista la modifica delle tariffe IMU, che saranno presumibilmente adeguate in base a quanto descritto sopra seguendo le linee guida della procedura di predissesto.

Attendiamo ulteriori sviluppi.

 

Di seguito il video della prima parte dell'assemblea

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